"Una vergognosa farsa". Così ha giudicato la seduta del consiglio comunale di Seravezza di martedì 1 aprile la delegazione di una dozzina di attivisti in rappresentanza delle oltre 50 organizzazioni che aderiscono alla manifestazione indetta per la mattina di domenica 13 aprile alle 10,30. Evento, quest’ultimo, che vedrà il corteo di ambientalisti e difensori dei diritti civili e democratici sfilare per le vie del comune versiliese.
"L'argomento più importante all'ordine del giorno – si legge in un nota a firma di Assemblea verso il 13 aprile -, inerente l'approvazione dei piani estrattivi delle cave Tacca Bianca e Mossa sul monte Altissimo, è stato inserito all'ultimo dei 12 punti di una interminabile e tediosa seduta consiliare, e questo la dice lunga sul maldestro tentativo di sindaco e giunta di fare passare con scarsissima visibilità questo ennesimo regalo ad Henraux".
Diversi striscioni hanno accolto l'entrata del sindaco Alessandrini e dei consiglieri a Palazzo Mediceo, fra i quali "Riaprire Tacca Bianca e Mossa? Fermatevi! Non vi daremo tregua” e “Eccoci sindaco, siamo gli scappati di casa”.
“La delegazione – prosegue la nota - ha ascoltato in silenzio la lunghissima votazione (assenti i consiglieri di opposizione che avevano abbandonato l'aula, dopo aver incassato il rifiuto alla proposta di rinvio) nel corso della quale sono state respinte all'unanimità una ad una quasi tutte le osservazioni espresse dalle varie organizzazioni. D’ufficio sono state respinte la quasi totalità delle prescrizioni inserite dalla Regione a tutela delle cavità carsiche e dei versanti in corso di rinaturalizzazione. Prescrizioni respinte, dato che sindaco e consiglieri hanno ritenuto che Henraux, seppur rea di molte inadempienze in passato fra cui aver scavato 15 mila metri cubi nella cava adiacente della Macchietta, questa volta si comporterà con estrema diligenza rispetto alle indicazioni suggerite dagli uffici comunali”.
“All'uscita dalla riunione – termina la nota . sindaco e consiglieri di maggioranza sono stati duramente contestati e accompagnati all'uscita da una salva di fischi ed applausi di scherno. Scenderemo in piazza domenica 13 aprile con raduno alle 10,30 davanti a Palazzo Mediceo: per ottenere l'elezione e l'insediamento dell'Asbuc e un cambiamento radicale che sottragga all'estrattivismo il monte Altissimo, un bene comune di valor civico, sociale, ambientale, storico e paesaggistico”.