Anno XI 
Giovedì 3 Aprile 2025
  - GIORNALE NON VACCINATO

Scritto da Redazione
Pietrasanta
01 Aprile 2025

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"Considero ogni giorno come l'ultimo della mia vita e per questo debbo dare agli altri il meglio di me", diceva il dottor Giuliano Andreozzi che il 31 marzo avrebbe compiuto cento anni. A lui, che fu pioniere nella cura dell'insufficienza renale e apprezzatissimo primario del centro trasfusionale all'ex ospedale Lucchesi di Pietrasanta, è stata dedicata una targa commemorativa all'ingresso del reparto di emodialisi dell'ospedale unico della Versilia, svelata questa mattina alla presenza dei familiari, delle autorità locali e di tanti amici, collaboratori e pazienti.

"Mio padre aveva un'intelligenza profonda e vivacissima – ha ricordato la figlia, Laura Andreozzi – che però coniugava con un'umanità e un cuore incredibili. E queste sue qualità gli hanno permesso di ottenere non solo successi professionali ma anche di creare relazioni incredibili di affetto ed empatia con i suoi pazienti. Tutto questo gli è stato possibile perché aveva accanto a sé la moglie, Elena, che gli ha permesso di portare avanti questa missione appassionata di medico sgravandolo di ogni altra preoccupazione quotidiana. E la vostra presenza, qui, oggi, è la riprova che il suo impegno, la sua missione, continuano a vivere". Ex colleghi e collaboratori l'hanno ricordato unanimemente come "un medico generoso, attento, sempre disponibile, in particolare per le persone più semplici umili. Iniziare l'attività di dialisi in un piccolo ospedale com'era allora l'ex Lucchesi di Pietrasanta – è stato sottolineato – fu un atto di grande coraggio, sapendo di poter contare più sul sostegno dei cittadini che sulla disponibilità del comparto amministrativo.

"Voglio portare la nostra più profonda gratitudine e ammirazione per un medico straordinario ma anche per un uomo straordinario – così l'assessore Matteo Marcucci, intervenuto in rappresentanza dell'amministrazione comunale di Pietrasanta – nell'auspicio che questa targa, voluta dalla famiglia che ringraziamo per averci coinvolto in questo momento così personale, sia di sprone e ispirazione per le generazioni di medici presenti e future, affinché possano seguire il suo esempio di eccellenza e dedizione".

Nato a Monsummano Terme e scomparso nell'estate 1985, Andreozzi iniziò il suo percorso professionale a Seravezza dove costruì un legame talmente profondo con la comunità tanto da suscitare una forte ondata di dispiacere quando, nel 1962, si trasferì a Pietrasanta. Fu promotore del trapianto renale in collaborazione con importanti centri europei a Ginevra, Heidelberg e Lione e, nel 1973, introdusse il trattamento di dialisi domiciliare, segnando una svolta nell'assistenza ai pazienti. Il suo impegno, in sinergia con la Croce Verde, portò poi alla nascita del centro autogestito di emodialisi a Viareggio, una struttura all'avanguardia che accolse pazienti anche da altre regioni.

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