Questa, almeno, la prima - e ancora sommaria - ricostruzione dell'accaduto. Pare che il 55enne stesse procedendo in direzione Torre del Lago-Viareggio al momento dell'impatto.
La tragedia si è consumata ieri sera, giovedì 28 luglio, sul viale dei Tigli a Viareggio. La vittima era molto conosciuta a Forte dei Marmi dove aveva gestito una pescheria insieme al padre. Ultimamente, l'uomo era impiegato alla 'Toscopesce' di Bicchio. Era separato ed aveva due figli. Viveva in Darsena a Viareggio.
Il commento di Coldiretti. Il Viale dei Tigli è tra le strade più pericolose a causa della presenza ormai fuori controllo degli animali selvatici, cinghiali e caprioli, che mette costantemente a rischio la sicurezza degli automobilisti, insieme alla Lodovica, alla Pesciatina e a via Romana. A denunciarlo, poco più di un anno fa, era stata Coldiretti Lucca che aveva realizzato una mappatura delle strade provinciali dove gli incidenti con animali selvatici sono più frequenti. Il viale dei Tigli, dove si è consumata nella sera di giovedì 28 luglio l'ennesima tragedia costata la vita ad un 55enne di Forte dei Marmi era proprio tra quelle. Lo scorso 13 luglio era stata un'auto medica ad essere investita da un daino; nel novembre 2020 una donna, questa volta contro un cinghiale, ad essere finita all'ospedale.
"La Toscana – ricorda Coldiretti Lucca citando i dati dell'Osservatorio Asaps – è al primo posto, con 27 sinistri, per gli incidenti negli incidenti gravi con investimenti di animali. "I cinghiali non rappresentano più solo una calamità per le aziende agricole che subiscono continuamente danni alle coltivazioni e che, anche a causa loro, abbandonano la montagna e le aree più marginali, alle produzioni agroalimentari di qualità, alla biodiversità e alla tutela dell'ambiente ma sono sempre di più una minaccia per la sicurezza stradale, per le città per e la salute pubblica. – spiega Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca – Questa ennesima tragedia dimostra come la situazione sia ormai ingovernabile e che serve un piano di contenimento straordinario per ridurre velocemente il numero degli esemplari: parliamo di 500 mila capi in tutta la regione. C'è un cinghiale ogni 8 abitanti: siamo bel al di sopra di qualsiasi rapporto di sostenibilità".